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Brexit: estesa per 6 mesi la possibilità di operare in Italia per gli intermediari bancari e finanziari

04 January 2021
In data 31 dicembre 2020, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 183 del 31 dicembre 2020, recante le "disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea" (il "DL").

In data 31 dicembre 2020, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 183 del 31 dicembre 2020, recante le "disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea" (il "DL").

In particolare, il DL consente alle banche, alle imprese di investimento, agli istituti di moneta elettronica e agli altri soggetti individuati dal DL (i "Soggetti Vigilati") (1), con sede legale nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, di continuare ad operare sul territorio della Repubblica italiana – limitatamente alla gestione dei rapporti esistenti e nel rispetto delle altre condizioni individuate dal DL (2) – fino ad un massimo di 6 (sei) mesi successivi alla scadenza del c.d. "periodo di transizione" (3) (i.e. il 31 dicembre 2020). 

A tal fine, è necessario che tali Soggetti Vigilati abbiano presentato alle Autorità di Vigilanza competenti, entro il 31 dicembre 2020, un'apposita istanza per l'autorizzazione allo svolgimento delle attività come intermediari di Paesi terzi ovvero per la costituzione di un intermediario italiano a cui cedere l'attività (4) (5).

In caso di diniego dell'autorizzazione da parte delle Autorità di Vigilanza competenti, con riferimento alle attività non autorizzate, i Soggetti Vigilati sono tenuti a cessare l'attività svolta in Italia, secondo modalità e tempi tali da non recare pregiudizio ai clienti. Sono fatte salve le operazioni necessarie all'ordinata chiusura dei rapporti già in essere, nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre il termine massimo di 3 (tre) mesi dalla data di comunicazione di tale diniego, nel rispetto dei termini di preavviso per lo scioglimento dei contratti.

Inoltre, oltre ad assicurare ai clienti un'adeguata informazione circa le conseguenze derivanti dal recesso del Regno Unito dall'Unione europea, i Soggetti Vigilati (6) che hanno cessato l'attività al termine del "periodo di transizione" o alla scadenza del terminedi  3 (tre) mesi di cui al sopra sono tenuti a restituire ai clienti le disponibilità liquide, i beni e gli strumenti finanziari di pertinenza di questi ultimi, secondo le istruzioni ricevute. 

Inoltre, con riferimento ai finanziamenti, la cessazione dell'attività, anche se conseguente al diniego dell'autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza competente, non comporta la modifica dei tempi e delle modalità di pagamento degli interessi e di rimborso del capitale da parte del cliente, fatto salvo il diritto del cliente all'estinzione anticipata.

References: 

(1) Cfr. articolo 22 del DL.

(2) Cfr. articolo 22 del DL. A titolo esemplificativo, si segnala che con riferimento ai derivati over the counter troverà applicazione l'articolo 3, comma 3, del Decreto Legge 25 marzo 2019, n. 22 convertito con modificazioni dalla Legge 20 maggio 2019, n. 41.

(3) Giova subito premettere che, partire dal 1° febbraio 2020, il Regno Unito ha cessato di essere uno Stato membro dell'Unione europea e, pertanto, da tale data è considerato come un Paese terzo ai sensi della normativa in materia – inter alia – di servizi bancari e finanziari. Tuttavia, in data 30 gennaio 2020, è stato ratificato, con l’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione Europea, l’accordo che definisce le modalità di recesso del Regno Unito dall’Unione europea (2019/C 384 I/01), ai sensi del quale la normativa europea, anche in materia di servizi bancari e finanziari, continuerà ad applicarsi come se il Regno Unito fosse ancora uno Stato membro, fino al termine del "periodo di transizione" (come definito ai sensi del citato accordo), la cui durata era prevista fino al 31 dicembre 2020. 

(4) A tal riguardo, si segnala che il periodo di estensione previsto dal DL durerà, fermo il limite massimo di 6 (sei) mesi successivi alla scadenza del c.d. "periodo di transizione", fino alla data di conclusione del procedimento di autorizzazione da parte delle Autorità di Vigilanza competenti. 

(5) È necessario rilevare che per le imprese di assicurazione vige una disciplina differente rispetto a quella illustrata, conformemente a quanto previsto dall'articolo 22, commi 6 – 10, del DL. Infatti, "le imprese di assicurazione aventi sede legale nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord che, alla scadenza del periodo di transizione, sono abilitate a esercitare l'attività assicurativa nel territorio della Repubblica in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi […], sono cancellate, dal giorno successivo a tale data, dall'elenco delle imprese con sede legale in un altro Stato membro di cui all'articolo 26 del [D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209]. Tali imprese proseguono, dopo la scadenza del periodo di transizione, l'attività nei limiti della gestione dei contratti e delle coperture in corso a tale data senza assumere nuovi contratti, né rinnovare quelli esistenti, fino alla relativa scadenza o a altro termine evidenziato dall'impresa" (cfr. art. 22, comma 6, del DL).

(6) Ivi compresi i gestori di fondi, limitatamente ai servizi di investimento prestati, e gli istituti di pagamento aventi sede legale nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

Authors: Luca Lo Po' and Claudio Saba.

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